Petizione al Parlamento Italiano per un
in virtù dell'art. 50 della Costituzione
Fin dal 06/02/30 - Ad opera del LABORATORIO EUDEMONIA - Versione 2.5 - (prima presentazione)
On.le Presidente
del Senato della Repubblica,
On.le Presidente
della Camera dei Deputati,
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premesso che:
oggi il pubblico impiego viene affidato a persone scelte tramite particolari procedure che intendono selezionare i più idonei, tra i tanti che vorrebbero svolgerlo, e che, una volta selezionate le persone ritenute più idonee, è uso assegnare ad esse l'incarico in questione per l'intera durata della loro vita;
considerato che:
- i ruoli disponibili nel pubblico impiego sono di numero ben inferiore rispetto a quello, non solo degli aspiranti, ma, cosa molto più importante, anche di coloro che sono ampiamente idonei e dotati dei requisiti richiesti;
- la maggior parte delle persone idonee sono dimenticate dalle tecniche di selezione del personale oggi in uso, le quali mirano secondo un’antiquata convinzione a determinare un ipotetico ed inesistente vincitore lì dove è invece possibile determinare soltanto una rigogliosa rosa di persone abili ed aventi i giusti requisiti;
- per i motivi dei due punti precedenti ciò che si assegna a quei pochi prescelti, in pratica, non è tanto un lavoro, bensì un vero e proprio privilegio in particolare rispetto agli altri che son rimasti ingiustamente esclusi e più in generale€ rispetto al resto della società;
- tale privilegio è di origine del tutto ingiustificata, poichè, se riconosciamo la società, nella sua interezza, essere depositaria del diritto di usufruire dei pubblici beni e servizi, allo stesso modo dobbiamo riconoscerle, egualmente nella sua interezza, il diritto di equa partecipazione alla amministrazione, creazione ed offerta di tali beni e servizi;
- il Pubblico Impiego non può essere di proprietà esclusiva di alcuno (come invece di fatto avviene con l'attuale sua assegnazione a vita ad un individuo) proprio per sua stessa origine e definizione di "Pubblico";
considerato ancora che:
- la Costituzione afferma a chiare lettere, nel suo art. 3, che "... E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ..."
- mettendo finalmente, realmente in atto tale partecipazione di tutti i lavoratori idonei all'organizzazione culturale, economica, politica e sociale del Paese si otterrebbero vari benefici concreti, quali, ad esempio, un miglioramento della complessiva funzionalità del sistema, una più equa distribuzione della ricchezza, un manifesto senso di giustizia realizzata ed uno spirito di istintiva e fraterna collaborazione che si diffonderebbero sùbito all'interno della società;
- permettendo una libera, effettiva e piena partecipazione dei Cittadini alle attività dello Stato quest'ultimo non sarebbe più del tutto separato dai primi, così com'è oggi, con tutte le iniquità, incomprensioni e conflitti che ne conseguono e che ci affliggono continuamente;
- il Pubblico Impiego, una volta divenuto Equo, non sarebbe più soltanto una semplice occupazione e fonte di reddito per i cittadini, ma acquisterebbe giusta dignità divenendo anche scuola in cui apprendere e praticare i modi del vivere civile, realizzando così appieno le sue potenzialità di mezzo privilegiato di organizzazione statale.
Inoltre, premesso che
il nostro assetto economico si è nel tempo fortemente squilibrato verso il settore privato, ed il suo abnorme peso e potere, accresciutisi a detrimento del settore pubblico, stanno generando una serie crescente di gravi problemi cui è sempre più difficile fornire rimedio;
considerato pure che
tale forte squilibrio è derivato tanto dall'attivo apporto della corruzione accumulatasi in decenni di pubbliche assunzioni a vita quanto dalla passiva accettazione della popolazione italiana a seguito del disamore avutosi nei confronti di una Pubblica Amministrazione non più corrispondente alle necessità;
il sottoscritto cittadino
invita le Camere
- a rendere effettivo l'appellativo di "pubblico" nel sistema del Pubblico Impiego, abolendo l'iniquo privilegio del ruolo pubblico assegnato a vita alla persona, in favore di una equa e sapiente ripartizione delle pubbliche mansioni tra tutti coloro che desiderassero svolgerle e dimostrassero di possederne i requisiti necessari;
- ad impegnarsi in un serio lavoro di riequilibrio del nostro assetto economico riconducendo molte delle attività economiche oggi private, a partire da quelle di fondamentale importanza per la società, all'interno del settore pubblico, fino al raggiungimento di una metà del peso dell'intero sistema;
- a realizzare l'ideale di un sistema sociale improntato alla partecipazione, quindi ad una maggiore concordia e funzionalità, garantendo un lavoro minimo ad ogni cittadino di questa Repubblica e pure assistendolo con un reddito da cittadinanza nei brevi periodi tra una assegnazione e l'altra.
Dichiara infine che
tanto ritiene importante la riforma esposta in questa petizione che, qualora essa venisse ufficialmente approvata nel nostro Paese, una somma di trenta centesimi di euro per ogni cittadino italiano gli parrà per essa ben spesa, da assegnare quindi al Laboratorio di Ricerca Sociale Eudemonia che l'ha ideata, affinché la usi per diffondere la visione organica della realtà e del pensiero, metodo ed operato olistico che ne deriva, che hanno appunto generato quanto sopra espresso.
Riconoscente per l'attenzione, ringrazia,
Nome e cognome (in stampatello)
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Indirizzo
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Firma
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Data
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Stampate ed inviate personalmente la petizione seguendo queste semplici indicazioni. Se volete, riportate anche un commento on line.
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Questa petizione è offerta come fosse già attivo il Mercato delle Innovazioni Sociali. Ecco il perché della richiesta a termine della petizione. Seguiteci lungo il percorso di pensiero che ci ha condotti a questa specifica conclusione.
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Il Laboratorio Eudemonia, consapevole del grave momento che stiamo attraversando anche, se non soprattutto, per l'impostazione specialistica sulla quale è univocamente basata la società, si impegna ad utilizzare l'intera somma, eventualmente percepita dalla vendita del suo prodotto qui esposto, alla diffusione della visione organica della realtà e del pensiero, metodo ed operato olistico che ne deriva.
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